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Just An Ordinary Vandal: Foto + Interview

Finalmente riusciamo a postare l’intero set di foto più intervista che il curatore Pietro Rivasi e Imos ci hanno rilasciato, in occasione dell’inaugurazione di “Just An Ordinary Vandal”, evento che ha visto coinvolto Dee nelle vesti di artista convenzionale, alle prese con la sua prima expo in una galleria, Avia Pervia per la precisione.


Introduce yourself…

Ciao, sono Pietro Rivasi, laurea breve in biotecnologie farmaceutiche e supporter del writing da parecchi anni. Ho base a Modena e un pessimo carattere che peggiora terribilmente quando bevo, quindi spesso.

Sei stato tra i più “prolifici” contributori di Garage Magazine e Graff Zoo, hai fondato Stradanove, pagina web che ha precorso l’avvento dei webmagazine e sei anche l’architetto di Icone, evento che ha coinvolto decine e decine di artisti da tutto il mondo… adesso hai messo in piedi Avia Pervia. Quando dormi? Scherzi a parte, ci spieghi brevemente di cosa si tratta?
In verità dormo abbastanza, è solo che sono vecchio!
Avia Pervia è un progetto parallelo ad Icone che porto avanti con un amico, Francesco Bevini; mentre Icone è una specie di “Jam New School”, dove si mischia il writing alla “Street Art”, Avia Pervia è uno spazio espositivo dove dare la possibilità di esporre a chi VUOLE uscire dal “ghetto dei graffiti” e cimentarsi in altro, in un ambiente consono, dove si suppone che anche la gente “normale”, possa aver voglia di andare a dare un’occhiata.
Da quando ho cominciato a fare Icone, nel 2002, organizzo parallelamente anche mostre “indoor” ma, avendo sempre avuto poca libertà nella realizzazione delle installazioni, ho cercato di avere un posto che potevo gestire in autonomia al 100%.
Gli show sono spesso delle personali di ragazzi con un background e/o un presente da writer; essendo questo l’ambiente che conosco meglio, credo di poter scegliere gli artisti più interessanti pescando da questa categoria, ma abbiamo ospitato anche cose diverse come performance di body art.

Perchè hai scelto Imos per la tua galleria?

Intanto ha un background ed un presente credibile come writer; inoltre è una persona umile e professionale, due doti quasi impossibili da trovare contemporaneamente nei writer e negli artisti in generale. I lavori che fa “extra graffiti” mi sono subito piaciuti, non sono il copia e incolla di quello che fa in strada, e li trovavo perfetti per il nostro pubblico.
Inoltre, per la prima volta è stata messa in correlazione diretta l'”arte del vandalo” con gli “atti vandalici”, cercando di spingere la gente a capire quanto le due cose siano facce della stessa medaglia nel writing.

Dove credi stia andando il mondo dell’arte?
Purtroppo non ne ho idea e mi rendo conto di capirci ben poco, visto che diversi “street artist” che i galleristi, e soprattutto i media, spingono in Italia e all’estero, li trovo poco interessanti e spesso senza alcun background… c’è questa gente che diventa autorevole in galleria senza avere neanche idea di cosa sia il “Getting Up” e lo trovo un po’ patetico.

Imos, di te invece conosciamo bene le tue origini come writer, ma sono a noi sconosciute le fonti di ispirazione, gli stili e le tecniche a cui ti rifai per i tuoi lavori su tela. Ce ne vuoi parlare?
Visto che mi conoscete già come writer, posso dirvi che la base di partenza dei miei lavori viene da lì. Dipingo in modo istintivo, senza badare alla perfezione, ma con segni  importanti, inserendo all’interno dei lavori tanti elementi che affollano lo spazio. Sono collage pittorici, fatti di persone, oggetti, luoghi, citazioni, spesso appartenenti ad un’ iconografia popolare, decontestualizzati, ma legati tra loro da un tema di base. Inoltre utilizzo colori piatti con poche tonalità per facilitare l’omogeneità.

Cosa fai per vivere? Una tua giornata tipo…
Impazzisco per diverse ore nel traffico chiedendomi perché sto ancora vivendo in un posto decrepito come Roma, pensiero che cerco di interrompere ascoltando musica rumorosa che mi assopisce, talvolta viaggio, dipingo, imballo i lavori, stampo cose, pulisco lo studio, marchio persone, parlo con clienti e fornitori, do una mano ai miei nella loro attività, passo un po’ di tempo davanti al computer, un po’ a lavorare, un po’ rapito da conversazioni futili e aggiornamenti dal mondo. Per non sembrare disfattista, tutto questo mi aiuta molto nel concepire i lavori perché mi dà una quantità enorme di input.

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