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The rise of outdoor: Arc’Teryx

Ormai chi è dentro il nostro mondo street sa che lo stile gorpcore verte sulla funzionalità, visto che si basa sul ricollocamento dei capi techwear e hiking nel mondo urban. A livello semantico, deriva dall’acronimo di “Good Ol’ Raisins and Peanuts”, quel mix di frutta disidratata e noci da sgranocchiare durante le escursioni.

Il fatto che utilizzi solo capi tecnici professionali, invece delle presunte creazioni “tech” coniate dal mondo fashion, è già di per sé una cosa significativa. Questa filosofia premia i brand più consolidati, quelle realtà che mettono la funzionalità prima della forma, come Arc’Teryx.

History

 

Fondato da Dave Lane nel 1989, il brand canadese ha preso il suo nome attuale nel 1991; una specie di omaggio alla Archaeopteryx lithographica, il primo rettile a sviluppare le ali e trasformarsi in uccello. Dopo alcuni anni spesi producendo attrezzatura da montagna, la compagnia ha cambiato marcia nel 1995, quando la licenza per l’utilizzo della membrana GORE-TEX ha permesso ad Arc’Teryx di progettare capi rivoluzionari come la giacca Alpha SV, ancora oggi un benchmark in fatto di performance.

Nel frattempo il mondo outdoor ha cambiato faccia e audience di riferimento. Nessuno meglio di Arc’Teryx dimostra quanto sia cambiato il pubblico del performance wear; eppure il fascino del “dead bird” è ancora intatto, la sua immagine di marchio outerwear professionale integra. Come è possibile?

Function over form

 

Innanzitutto, la filosofia di Arc’Teryx è semplice ma non per questo poco efficace: creare capi per vivere all’aria aperta capaci di durare nel tempo. Non importa se vengono usati per strada o sui ghiacci della British Columbia: devono essere funzionali, punto.

Oltre a questo, il brand ha iniziato ad esplorare mondi diversi da quello outdoorsy già nel 2009, quando al debutto della sua cityline Veilance ha fatto seguito la sua prima collaborazione che possiamo definire street, quella con Beams. Occhio a non fraintendere queste operazioni: come scritto poco sopra, Arc’Teryx rientra a pieno diritto tra i brand fondatori dell’abbigliamento outdoor, come dimostra la sua popolarità tra scalatori e sciatori professionisti. Piuttosto, questo primo tentativo di ampliare gli orizzonti va inteso come una risposta ai venti di cambiamento che avevano già iniziato a trasformare il mondo hiking e techwear.

Non siamo fashion, ma soprattutto non seguiamo nessun tipo di trend” ha dichiarato il vice presidente del reparto design Dan Green durante un’intervista con Hypebeast. “Il nostro DNA è così distintivo e diffuso in ogni nostro capo” ha aggiunto la designer manager Edita Hadravska “che è praticamente impossibile stravolgere la nostra identità senza buttare via oltre 30 anni di storia”.

Per capire come mai sempre più cool kids sono attirati dal fascino outdoor-street di Arc’Teryx, basta osservare la deriva lifestyle che ha preso il brand. Ma sarebbe stupido sottovalutare la cura maniacale dietro ogni giacca, la coerenza dell’estetica nel tempo e la silenziosa capacità di restare fedele ai valori fondanti della compagnia di Vancouver.

Core values

 

A proposito, Arc’Teryx è in prima fila quando si tratta di promuovere iniziative destinate alla salvaguardia del patrimonio naturale mondiale. Non è un caso che la maggior parte dei suoi progetti siano incentrati attorno a tematiche come la tutela degli oceani, la lotta contro la deforestazione e il riscaldamento globale.

Più in generale, si è fatto testimone di uno stile di vita più orientato sul rispetto della natura e dei suoi ritmi. Per farlo, ha ripensato le sue linee di produzione e ha introdotto il progetto Used Gear, con cui emette un buono di spesa ai clienti che decidono di restituire capi Arc’Teryx rovinati o usurati. Lo step successivo prevede un restyle del prodotto, che viene poi messo in vendita a un prezzo decisamente inferiore a quello di retail, alimentando un mercato auto-sostenibile sempre più ampio.

Un altro dei suoi obiettivi è quello di esplorare la connessione tra uomo e natura, partendo dalle recenti prove scientifiche che dimostrano l’effetto positivo di quest’ultima sugli individui in difficoltà. L’iniziativa “Outer Peace” va in questa direzione: finanziando organizzazioni che incentivano le attività all’aria aperta, Arc’Teryx vuole dare a tutti le stesse opportunità di scoprire le proprietà benefiche dell’outdoor living. Ma contribuisce anche in altri modi, per esempio destinando gli scampoli di GORE-TEX alla creazione di giacche invernali per i senzatetto, come a Colonia.

Vestiti che mettono la funzionalità al di sopra dell’estetica saranno sempre apprezzati.
Allo stesso modo, investire su una giacca tecnica testata da professionisti suona più sensato di destinare la stessa cifra su una giacca qualsiasi, solo perché porta il nome di questo brand o di quel designer. Semplicemente, adesso molti se ne stanno rendendo conto.

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