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The North Face Steep Tech with Angelo “Livio Pee” Gigante

Fa specie pensare che The North Face sia un brand identitario per così tante micro tribù urbane. Mamme in fissa con il jogging, neofiti del gorpcore, camping dads – una specie di Dio dai Mille Volti, senza la parte macabra.

Anche se l’outdoor resta il suo habitat naturale, la culla in cui è nato, nell’ultimo decennio lo sviluppo estetico di The North Face è stato preso in mano da gente che galleggia fuori da questa bolla. Creativi, makers, artisti: gente che vuole essere parte attiva del mondo in cui vive.

Con la scena underground newyorkese degli anni ‘90, le giacche tech sbarcano in strada grazie a rapper e writer. La loro arte parla di disagio sociale e va controcorrente, critica la struttura piramidale della società e cerca di scardinarla. Invece di recidere questa connection, The North Face l’ha lasciata germogliare, spinto dalla convinzione che debbano essere i consumatori a determinare l’identità di un brand.

Un’idea affascinante, ma impossibile da percorrere senza un movimento con valori forti e condivisi, come quello che a un certo punto ha scelto di adottare The North Face come divisa e l’ha reso un codice estetico universale.

Ne abbiamo parlato con Livio Pee, uno dei ragazzi di Usual. Come noi, anche lui è entrato nel tunnel di The North Face passando dalla connection con New York.

“Le giacche TNF erano uno di quei capi che trovavi addosso ai writer old school, quelli con un’estetica ispirata alla scuola di New York” ci racconta mentre entriamo a casa sua. Siamo qui per vedere la sua collezione di Nuptse e Mountain Guide; nell’armadio un sacco di giacche sporche di vernice. “Quando facciamo gli shooting per Usual, spesso ci finisce dentro anche The North Face. Alla fine, se devi completare un look peschi dalle cose più riconoscibili: le Air Max 95, una felpa Polo, il Nuptse blu…”.

Quando parliamo di culture, inteso come quel patrimonio estetico condiviso che sta alla base dello streetwear, The North Face è uno dei primi nomi a saltare fuori. Anche se oggi è ovunque.
Su questa cosa Livio ha le idee chiare: “Per me resta un culto, quando sono vestito TNF mi sento a casa. Poi magari non metto le cose che trovi in negozio, cerco solo in certi posti e compro solo certi modelli. Ma non smetto con TNF solo perché lo vedo addosso a qualche ragazzetto”.

Ogni micro tribù sociale che ruota attorno al brand ha il suo The North Face personale, un capo capace di riassumere l’identità del gruppo. Per quelli cresciuti con i graffiti sono sempre stati Mountain GuideNuptseBaltoro. Di questa cosa ne aveva già parlato Noyz: giacche super vistose, punti fermi dei primi video rap newyorkesi e punti di passaggio obbligatori per provare a replicare la coolness di un mondo che era avanti anni luce rispetto a quello italiano.

 

Disponibile da oggi su Graffitishop, la nuova collezione Steep Tech riassume il discorso che abbiamo fatto in una lineup che unisce techwear, outdoor living e lifestyle.

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