home-slide-image

The new life of dated innovation

Le pagine d’archivio occupano uno spazio sempre più ampio nei feed degli utenti fashion-conscious. In mezzo al caos spersonalizzato dei venditori di vintage, i curatori più validi sono quelli che scelgono una nicchia e la esplorano in modo quasi ossessivo.

Una pagina che ha visto crescere esponenzialmente il suo seguito nell’ultimo anno è il risultato di una selezione che non si limita a seguire il gusto del suo curatore, ma aspira a diffondere conoscenza raccontando fino all’ultimo dettaglio capi iconici di abbigliamento tecnico di fine anni ‘90 e primi ‘2000.

Dino Charalambous è la mente dietro l’account d’archivio 300700.store, e ha una visione nitida sull’esplosione del trend nostalgico per il retro outerwear high-tech.

Come è nata la tua piattaforma?
Originariamente ho creato la pagina perché collezionavo vestiti e avevo intenzione di vederne alcuni. Volevo anche inquadrare la storia dietro ai vari capi e condividerla con altri, dal momento che era il motivo per cui certi pezzi avevano per me un significato speciale.

È stato più un bisogno curatoriale dovuto all’amore per la ricerca o uno slancio personale influenzato da un’insoddisfazione di base nei confronti del mondo dell’abbigliamento contemporaneo?
Direi entrambe le cose. Anche se vendo molti item diversi, la pagina può essere interpretata come una curatela della mia collezione secondo il mio stile personale, in particolar modo perché mi piace mostrare roba super rara. Sono convinto che il significato e la storia dietro ai grandi capi si perdano facilmente nell’era dei trend e del fast fashion, volevo dare il mio contributo per evitare questa scomparsa.

Quali pensi siano i principali motivi per cui piattaforme come la tua stanno avendo sempre più seguito?
Tutti cercano di modificare il proprio stile facendosi ispirare da altri, che non è necessariamente un male. Le persone stanno anche iniziando ad apprezzare la storia dietro a certi pezzi e vogliono imparare a conoscerli, le pagine d’archivio sono lo spazio ideale per farlo.

Pensi che lo spazio a cui stai dando forma sia inclusivo o esclusivo?
La mia pagina è assolutamente inclusiva. Come ho già detto non si tratta semplicemente di vendere vestiti. Voglio condividere informazioni. Sono sempre aperto al dialogo con i follower, mi piace aiutarli ad autenticare o a riconoscere la collezione di provenienza di un capo.

Hai una selezione notevole di outerwear fashion-conscious dei primi anni 2000 (e anche alta moda tech-conscious). Come è nato questo tuo interesse?
Non sono sicuro di come sia nato questo interesse. Sono sempre stato incuriosito dalla funzione dell’abbigliamento tecnico, e amo scoprire i meccanismi di design dietro ai vari pezzi. Più fai ricerca e più finisci per scoprire capi di cui non conoscevi l’esistenza, e ti incastri ulteriormente. Quando ho iniziato a collezionare desideravo avere tutti quei pezzi con feature assurde, dalle tasche nascoste ai device elettronici integrati. Gli anni 2000 sono stati il periodo storico perfetto per questo tipo di design perché c’era una grande libertà, tutto era possibile.

Sei uno dei più meticolosi collezionisti di Analog. Hai qualche altro particolare feticcio?
Ho una vera e propria passione per la genialità tecnica e l’esecuzione estremamente funzionale dell’outerwear Analog. Amo molto anche alcuni pezzi dei primi anni 2000 di Prada Sport e Oakley. Se devo pensare ad un designer contemporaneo, sono un fan di Kiko Kostadinov. Mi sembra che esprima al meglio l’essenza di quella libertà nel design che c’era 20-15 anni fa, in particolar modo con il suo footwear.

In certi settori si sta sviluppando una forte vena nostalgica per le innovazioni del passato, specialmente nel fashion. Come ti spieghi questa tendenza sempre più diffusa? Non credi sia un paradosso?
Sono convinto che la moda si muova ciclicamente, e i trend del passato prima o poi tornino. Oggi c’è un mix stilistico tra ciò che è contemporaneo e l’estetica degli anni 2000. Molti brand prendono reference dal passato, e questa ricerca porta i consumatori a scoprire e apprezzare le innovazioni del periodo d’ispirazione. Ci sono ancora innovazioni significative nel fashion, ma credo che molte idee le abbiano già avute altri designer indietro nel tempo. È difficile sfuggire a questa dinamica.

Ti relazioni con una sorta di community o lo spazio in cui lavori è frammentato?
La mia pagina è un riflesso del mio stile e della mia collezione personale. Da questo punto di vista direi che mi muovo in una dimensione estremamente personale. Allo stesso modo mi identifico con una community di appassionati di tech-wear, genuinamente interessata alla storia di questo filone e alla scoperta dei minimi dettagli di ogni pezzo.

Come vedi il futuro degli archivi fashion?
Secondo me la wave degli archivi sta avendo il suo momento come trend, e non sono sicuro che durerà. Tuttavia c’è gente che segue questa roba da tempo, e lo zoccolo duro di appassionati, di cui ritengo di far parte, sarà sempre interessato agli aspetti tecnici del fashion. Quindi sono dell’idea che per alcuni andrà avanti nel tempo.

Public Information System è uno spazio digitale curato da SPECTRUM per approfondire fenomeni della cultura contemporanea insieme ad entità e persone che contribuiscono a dare forma e definire i confini dei temi affrontati.
Spostando il focus sul processo e sui player dietro a questi argomenti, Public Information System stabilisce un punto di contatto tra creative mind che condividono la volontà di esplicitare meccanismi impliciti e storie nascoste.

Leggi anche

design-inform-recycle

Design Inform recYcle

18/05/2022 outdoor

Prendendo spunto dall’esigenza fondamentale di ridurre l’impatto ambientale delle attività outdoor senza rinunciare alla protezione di gear di alta qualità, SPECTRUM ha collaborato con il …

no-borders-behind-bars

No borders behind bars

28/04/2022 Lifestyle

Inocent Kidd, tatuatore hand-poke, ha imparato a tatuare in una prigione colombiana. Oggi continua la sua detenzione e la sua attività sottobanco in Francia. Attraverso …

imaginary-bear-spotting

Imaginary Bear Spotting

21/04/2022 outdoor

Il fotografo e documentarista iper-(ir)realista Eric Persona ha intrapreso un viaggio visivo esplorando le narrazioni locali sull’iconico orso bruno sloveno, documentando la presenza artificiale legata …

minimal-surface

Minimal Surface

30/03/2022 Store News

L’intervento umano, diviso tra la volontà impossibile di mimesi della natura e la necessità di sfogare lo stimolo creativo, ricopre una superficie minima quando è …

Archives