Yeezy

Lo sneaker game non è più lo stesso da quando Nic Galway, vice presidente per il design di adidas Originals, ha messo nero su bianco l’accordo con Kanye West. Il rapper nativo di Chicago è ancora la figura più influente della scena street e ogni collaborazione con le Three Stripes sposta i confini dello streetwear un po’ più in là. Se le Yeezy sono così chiacchierate, il merito è soprattutto del design, una via di mezzo tra i gusti di Kanye e le tecnologie adidas.Ne è passato di tempo dall’esordio delle Yeezy Boost 750 “Grey”, la prima silhouette disegnata dalla coppia adidas-Kanye, ma le linee guida sono ancora quelle degli inizi. È 50% comfort e 50% stile, una combo che si nota sia nelle forme curvy della tomaia che nella scelta dei materiali, dove spiccano mesh e suede. Un altro modello chiave sono le Yeezy Boost 350, che esistono anche in versione V2, le Yeezy 500 e le Yeezy 700, uscite nella colorway OG “Wave Runner” ma disponibili anche nella versione V2 con stripes riflettenti sul lato. In comune la tecnologia Boost nell’intersuola, tranne che per alcune release, e un hype esagerato che le accompagna ad ogni drop, indipendentemente dal numero di paia che ci sono in giro. Meritano un capitolo a parte le Yeezy Calabasas, una versione low-top in pelle bianca ispirata alle sneakers d’archivio del brand con sede in Baviera. Stesso discorso per i trackpant Calabasas, il nome del ricco quartiere californiano nella San Fernando Valley dove abita la famiglia Kardashian. Il fenomeno Yeezy ha avvicinato il luxury alle sneaker, continua a creare nuovi trend e abbatte una barriera dopo l’altra, dialogando con subcultures che sembrano incompatibili tra loro. Può piacere o meno, ma se lo streetwear è arrivato così in altro è anche merito delle adidas Yeezy.



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